SPERA ritiene indispensabile far conoscere ai cittadini le ragioni della ricerca scientifica a sostegno della sperimentazione animale che, allo stato attuale delle conoscenze e delle tecnologie disponibili, resta una necessità e non una semplice opzione
La Storia
SPERA nasce alla fine del 2013 in occasione dell'acceso dibattito riguardante il recepimento della Normativa Europea sulla Sperimentazione Animale.
Il progetto SPERA nasce all'interno di AISAL e viene presentato la prima volta in occasione del Convengno SPERA di Roma nel Novembre del 2013
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Obiettivo
SPERA è nata dalla volontà di ricercatori pre-clinici, medici ed associazioni di pazienti, che hanno sentito la necessità di comunicare in modo chiaro e con un linguaggio accessibile a un vasto pubblico, le ragioni della ricerca ed, in particolare, di spiegare come sia ancora di fondamentale importanza ricorrere alla sperimentazione animale.
SPERA si fa portavoce anche dei pazienti, ai quali viene data la possibilità di raccontare le loro storie e di condividere le loro aspettative e speranze con il pubblico. I ricercatori in ambito pre-clinico e i medici hanno a loro volta la possibilità di informare il pubblico sui traguardi e sui successi raggiunti anche grazie alla sperimentazione animale, ricorrendo ad un linguaggio più fruibile, meno tecnico, ma comunque preciso e scientificamente corretto.
La rete SPERA è in rapida espansione al punto tale da rendere ormai imminente l´istituzione di una Federazione Scientifica con capacità di comunicazione e di informazione sempre piu` efficaci attraverso l´organizzazione di attività ai vari livelli di istruzione.
SPERA e la Ricerca Biomedica
La ricerca biomedica sta attraversando un momento di grave crisi in Italia. Le cause sono molteplici, e tra queste certamente una diffusa disinformazione relativa alla sperimentazione animale, che mette a rischio la ricerca stessa e le sue applicazioni. I messaggi di associazioni animaliste e mass media, che presentano notizie prevalentemente false legate alla sperimentazione in modo sensazionalistico, giocando sull’emotività, condizionano l’opinione pubblica e sembrano avere maggiore forza ed efficacia rispetto al linguaggio della comunità scientifica. Quest’ultima, infatti, non riesce a spiegare il ruolo che la sperimentazione animale ha svolto e tuttora svolge nella ricerca di base e nello sviluppo delle terapie, né a promuovere un’informazione alla portata di tutti su queste tematiche, difendendo il diritto dei ricercatori a lavorare in un clima sereno e senza minacce nonché il diritto dei pazienti all’individuazione di nuove terapie.
Con una ricerca biomedica ostacolata in tutti i modi, a farne le spese sono soprattutto i pazienti affetti dalle patologie non ancora sconfitte che tante speranze rivolgono al lavoro dei ricercatori. Ancora oggi, le cellule coltivate in vitro sono un’estrema semplificazione che non può sostituire la complessità anche del più piccolo organismo vivente e non esistono sistemi informatici in grado di simulare la maggior parte dei complessi sistemi biologici. Su questi presupposti inoltre le regole internazionali, dettate dalla preoccupazione di ridurre i rischi dell’utilizzo di nuovi farmaci/dispositivi biomedici da parte degli esseri umani, impongono la sperimentazione animale prima del loro utilizzo nei pazienti. Assicurare una corretta informazione e sostenere i progressi di una ricerca che guarisce e allevia le sofferenze di milioni di malati al mondo, anche attraverso una motivata, attenta e accurata sperimentazione sugli animali, è l’obiettivo di SPERA.

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